“Cuento los pasos” in radio il nuovo singolo di Vigù

Posted: 24th giugno 2016 by allmusicnews in MUSICA
Tags: ,

Vigu copertina Cuento los pasos

“Conto i suoi passi , passi che scatenano emozioni e che calpestano il mio cuore dando un peso diverso ad ogni tocco” queste sono le parole del nuovo singolo “Cuento los pasos” , il brano di Vigu che descrive l’amore non corrisposto, passi che si allontanano ma che vorresti vicino.

“Baciami o lasciami , dammi emozioni positive o negative , ma restami accanto” . Vigù stavolta si presenta con un brano spagnolo molto passionale , passione padroneggiata dalla lingua spagnola, dal ritmo incalzante e da tanti altri elementi che danno vita alla storia . Al primo ascolto vi rimarrà subito in mente come un colpo di fulmine e l’inizio di un amore , sfidando chiunque a non cantare il ritornello otra vez otra vez.

Radio Lausberg -

I dialetti dell’area arcaica calabro-lucana comprendono le parlate dell’area posta geograficamente a cavallo tra la Basilicata meridionale e la Calabria settentrionale, definita anche Area Lausberg dal nome del linguista tedesco, Heinrich Lausberg, che l’ha esplorata e analizzata per primo. Dal punto di vista linguistico è importante dire che il territorio è il punto intermedio delle vie di comunicazione che collegavano la profonda Calabria con Salerno e soprattutto con Napoli: essendo zona di transizione fra Lucania e Calabria, l’area presenta un’ibridazione linguistica tipica delle aree di confine, che sono molto permeabili: questa situazione di lingue in contatto fa sì che quest’area abbia elementi e tratti di entrambi i gruppi dialettali (calabrese e lucano) con esiti dialettali diversi, alcuni più vicini al calabrese e altri al lucano, a seconda della vicinanza alle rispettive regioni.

L’idea del nome Radio Lausberg deriva quindi dalla voglia di trovare una denominazione adatta al concetto di gruppo/Progetto che meglio esprimesse valori come il forte senso d’appartenenza alle proprie radici, e che meglio veicolasse concetti base del pensiero Rl :Libertà, collaborazione, contaminazione, umiltà e naturalezza nel comporre e fare musica. Giuseppe e Luca Oliveto(voce e testi): -”Radio Lausberg è come Terre di mezzo che si uniscono, terre di mezzo che s’incontrano”.

Con questi presupposti, nasce l’idea di rivalutare il patrimonio linguistico-musicale dell’intera area del massiccio del Pollino, definendola “Terra di Mezzo”. L’approccio e il recupero sistematico di molto materiale musicologico, porta verso una reinterpretazione del repertorio stesso operando arrangiamenti sobri, senza snaturare il contenuto e l’essenza della vocalità e dello strumentario impiegato nella produzione dei brani.

L’essenza e il corpus dell’ensamble è la sua poliedricità: diversità di generi, passando dall’acustico popolare a all’acustico colto, non disdegnando dellesonorità elettriche e sperimentali. Vengono impiegati strumenti nobili come ad esempio il fagotto, il cembalo, il flauto dolce, piccole percussioni, archi, fiati, etc. evitando, volutamente, l’aspetto “folk” di alcuni arrangiamenti che si sentono frequentemente e strumenti tipici tradizionali dell’area.Materiale di riferimento e punto di partenza, per quanto riguarda le rielaborazioni della musica popolare, è sicuramente il lavoro sul campo di Carpitella e De Martino degli anni cinquanta con brani come lu nigghje e quant’è irtu stu palazzo), ma anche brani della tradizione calabrese come a chiu bella e tutt, etc.

Particolare attenzione si pone rispetto alla musica d’autore. Il progetto inoltre intende sviluppare e proporre soprattutto brani inediti che rappresentano il territorio e le problematiche connesse , o brani che narrano visioni di pace e utopie di bellezza, semplicità e civiltà perdute e da auspicare.

Kuntaminata Storia è uno spettacolo musicale di matrice popolare, rivisitazioni dei brani più noti della tradizione popolare dell’Area Lausberg e del Sud Italia in genere, e brani inediti che spaziano dallo stile folk a quello più cantautorale classico, ritmi sempre più contaminati e sonorità sperimentali ,mettendone in risalto le qualità e le caratteristiche dell’essenza del corpus dell’ensamble ovvero la sua poliedricità: diversità di generi, passando dall’acustico popolare all’acustico colto, non disdegnando delle sonorità elettriche, con uno sguardo attento ai grandi cantautori.

Nelle 2 ore di live vengono utilizzati strumenti nobili come ad esempio il fagotto, il cembalo, il flauto dolce, il contrabasso e strumenti tipici popolari dell’area: organetto, zampogna a chiave, surdulina, chitarra battente, cupi Cupi, totarella ecc. Momenti musicali di gioia, di energia e lirica popolare si alternano a momenti di recitazione, fatta per lo più di racconti, storie intrise di genuinità, semplicità, tematiche quasi sempre volte al risalto dei valori della tradizione e connesse alle problematiche inerenti al territorio. Radio Lausberg è un modo d’essere un modo di pensare, un laboratorio in costante movimento dove idee e musicisti sono legati dagli stessi gusti, dagli stessi ideali, ma soprattutto dalla stessa voglia di fare musica, non dimenticandone mai le origini umili e di campagna.

La Band è cosi composta: Giuseppe Oliveto (voce,fisarmonica,strumenti popolari in genere); Luca Oliveto (voce,basso); Adolfo Cuccaro (Tastiere,cembalo,piccole percussioni); Raffaele Chiodi (chitarra
acustica,classica,battente); Enzo Peluso (Chitarre,flauti ,totarella); Mario Chiodi (Batteria,percussioni) ; Adele Ceneri (Voce, cori); Fabio Pellicori (attore recitante).

cover_FRANCESCO PELLICINI-ALBUM_2016-B

“Naturalmente gli schiaffi sono morali e non fisici. Pur non amando i moralisti!” parola di Francesco Pellicini.

In un momento storico di forte decadentismo generale la reazione dell’artista prende spunto da quell’epica frase musicale “sul ponte sventola bandiera bianca” del grande Franco Battiato, Francesco Pellicini presenta un album che ricalca fedelmente il suo trascorso artistico: autore, comico di teatro canzone, attore e scrittore, abituato a spaziare nei generi artistici, poliedrico, Pellicini presenta un album al confine tra la canzone comica di stampo “jannacciano” e la canzone allegra, spensierata, ironica ispirata al grande Rino Gaetano, dieci canzoni tra rock, blues, ballate acustiche, comicità, canzone d’autore.

Apre l’album “Di cena in scena”, una sorta di testamento vitale dell’artista, poi “Non ho tempo di prendere a schiaffi tutti”, canzone che da il titolo all’album con un testo molto forte disposto a “tormentone” dove l’artista reagisce, a modo suo, rispetto al mondo che lo circonda.

Terza canzone dell’album “Il prode frontaliere”, un rock satirico sulla difficile vita dei frontalieri (Francesco Pellicini nasce a Luino, paese di artisti al confine con la Svizzera dove il tema è molto sentito e di attualità), seguito da “Ti devi uniformare”, quarto brano dell’album eletto a “singolo” di lancio dello stesso prodotto discografico.

La quinta canzone, forse la più sentita per l’autore, è una ballata molto intima e romantica: “La forza che mi dai”, dove nel brano, Francesco Pellicini immagina un dialogo molto tenero con il padre di recente scomparso; sesto brano dell’album “Ho una marcia in più” tipico brano di stampo “Jannacciano” pronto a definire il genere comico musicale tanto caro all’autore, sempre sul tema di “Non ho tempo di prendere a schiaffi tutti” ecco “Rock Muriatico”, settimo brano dell’album dedicato alle tragedie di coloro i quali, in barba alla legge, decidono di farsi giustizia da soli. L’ottavo brano, “Vorrei prenderti sul tram”,  di Jacopo Fo e Davide Rota, è in realtà ripreso da Francesco Pellicini come omaggio all’amico e collega Rota, anch’egli tragicamente scomparso nell’ottobre 2014, un blues comico davvero eccellente che dimostra l’intelligenza artistica degli autori.

A chiudere “Un’estate sul lago Maggiore”, uno dei pezzi più sentiti e amati dall’autore e “Da Leggiuno in Nazionale”, canzone dedicata al grande calciatore Gigi Riva per il quale Francesco Pellicini ha inscenato un apprezzato spettacolo teatrale.  Le musiche sono del cantautore Massimiliano “Max” Peroni ad eccezione de “Il Prode Fontaliere” (Santi) e dell’amico Andrea Decio.

Biografia

Classe 1973, di Luino, attore, autore, comico di teatro canzone, scrittore e cantante, ha pubblicato 4 libri, ha fatto parte del lab Zelig Milano 2010, ha vinto il Premio Dario Fo come miglior presentatore, è direttore artistico del festival del teatro e della comicità di Luino ideato con Francesco Salvi, è coautore della direzione artistica del teatro Nazionale di Milano, ha lavorato con tutti i grandi nomi del cabaret italiano, collabora con Mogol, in qualità di presentatore dello spettacolo del grande autore italiano.

I Delfini D’ Acqua Dolce sono :  Lorenzo Colombo (Basso), Paolo Santi (Chitarra), Felky (Batteria), Thomas Graziani (tastiere, pianoforte e corri).

IMG_6928

“Parigi Parigi Parigi” il nuovo brano del cantautore genovese Franco Andreotti, descrive  la città francese, evocata mediante immagini-simbolo , il bistrot, i boulevards d’autunno, l’impressionismo, con un flash su Pigalle e Montparnasse.

Biografia :

Franco Andreotti è nato a Genova nel 1958 . Già dal 1976 scrive e musica i propri testi . Nel 1980 supera gli esami a Genova e a Roma come autore e compositore presso la SIAE . Partecipa nel 1987 alla festa per Piero Ciampi a Livorno registrando consensi . È stato invitato al teatro L.Da Vinci a Milano , al teatro Modena, al teatro Govi,a villa Serra per la festa del primo maggio e a altre manifestazioni canore sempre nella città di Genova. Nel 2012 è apprezzato anche a Sofia .

Scrittore engagé sensibile alle storie della vita , il suo è un affresco realistico anche se a tratti simbolista e ermetico . Le armonie da lui composte sono semplici in grado di coinvolgere l’attenzione di un pubblico di tutte le età . Ma ciò che più lo caratterizza è la capacità della sua parola di evocare “immagini”.