Commenti disabilitati su Intervista a Corrado Coccia : racconta del suo nuovo disco Chiaroscuro

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“Un disco di chiaroscuri, un disco riflessivo, un disco da camino mentre si sorseggia un buon whisky americano e fuori nevica” . E’ così che definisce il suo nuovo album. Non voglio aggiungere altro, qui per voi l’intervista a un sarto di abiti musicali, amici. Oggi ho il piacere di presentarvi e accogliere il cantautore milanese Corrado Coccia, nel mio salone musicale.

copertina CHIAROSCURO -CORRADO COCCIA

Ogni artista ha in se un mondo musicale parallelo. Corrado Coccia ha un vestito per ogni occasione, un vestito musicale che ognuno di noi può indossare per ogni stagione emotiva. Da dove nasce questa idea sartoriale Corrado, a me piace molto questa immagine.

Penso che nasca dalla bella voglia di sentirsi sempre in sintonia con il resto del mondo o del mondo che mi circonda. Nella fattispecie, ho identificato questo disco, come un disco autunnale / invernale. D’altronde i dischi o le canzoni per l’estate ci insegnano che un ritmo, o un testo, possano adeguarsi alla perfezione con il vestito che indossiamo o dove stiamo trascorrendo in quel preciso istante i nostri giorni. Essendo un cantautore piuttosto introspettivo, penso che per parlare di me, serva un vestito adatto ed una location all’altezza.

Il termine cantautore si riferisce generalmente proprio a chi cuce insieme musica, nozioni, immagini, emozioni, parole e, per quanto ti riguarda da vicino, anche la poesia che tu definisci da sempre “la forma d’arte più autentica”. Cosa ti ha portato a divenire sarto di musica, parlaci in breve dell’esperienze più importanti all’interno del tuo cammino da tessitore di note come, per esempio, la tua esperienza a Castrocaro o quella del conservatorio Giuseppe verdi di Milano. Parlaci un po’ di te.

Penso di essere un cantautore che parla più di se che dei resto del mondo. Preferisco scrivere e vivere di immagini piuttosto che di cronache! Ci sono già professionisti che lo fanno meglio di me. Il mio intento è sempre stato quello di disegnare o scattare foto con le parole. L’ascoltatore “ dovrebbe “ ( spero di esserci riuscito ), vedere ciò che ho scritto , e non solo ascoltarlo. La poesia ? Come dissi, penso sia la forma d’arte espressiva per eccellenza. Per mia fortuna non ho il problema di invidiare colleghi musicisti o parolieri ( ognuno scrive quello che può ), però invidio tantissimo i poeti perché hanno il dono della sintesi. In poche parole raccontano in modo incredibile, tutto quello che viene contenuto nel mondo. C’è chi l’ho fa bene, c’è chi lo fa meno bene ! ma pur sempre hanno un dono assoluto.

Castrocaro,  mi diede la possibilità  di mettermi  davanti a telecamere più “ ingombranti “ della altre. Dovetti cantare dentro ad un cerchio sennò uscivo dalle inquadrature, e la cosa curiosa è che erano più attenti a queste cose, piuttosto che a quanto presentavo e presentavano i miei colleghi. La canzone si intitolava “ GERONIMO MASTRILLO “, e parlava di un cappellaio matto e bugiardo. Forse questo argomento bizzarro, attirò l’attenzione degli addetti ai lavori.Per quello che riguarda il conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, fu la mia prima ed ultima scuola serale… Organizzavano corsi per lavoratori. Mi fu consegnato unaspecie di diplomino che penso conti poco a livello lavorativo.

Esperienze degne di nota, la partecipazione alla partita del cuore con la Nazionale cantanti allo stadio di Novara, e la collaborazione ( in occasione del mio penultimo lavoro discografico), con Danilo Minotti ( produttore e chitarrista di Claudio Baglioni ). Questo lavoro , fu interamente registrato a Roma con l’orchestra della Capitale negli studi capitolini del Maestro Ennio Morricone.

Ami definirti un “cantautore surreale”. Cosa intendi Corrado?

Più che amare questa definizione, mi ci sono trovato dentro. Forse la conoscenza con la famiglia circense “ STERZA “ , mi portò ad amare questo mondo molto particolare e “ Felliniano “ , e quindi a scrivere canzoni che potessero raccontare fiabe e non solo storie di vita vissuta.

Chi è per te e quanto incide Susanna Parigi nel tuo percorso?

Susanna Parigi fu la mia insegnante di canto ed oserei dire di composizione ( di straforo sperando non mi legga perché doveva rimanere un segreto ). Susanna oltre ad essere una collega cantautrice di elevatissimo spessore, è donna molto colta e sensibile. Difficile non farsi rapire.

So che hai pubblicato qualcosa anche sul versante letterario, vuoi parlarcene?

Oddio! questa mossa “ bizzarra “ è stata pubblicata SOLO sul mio sito web ( www.corradococcia.it), ed era un mini racconto che parlava del Santo Natale e di come un piccolo ragazzino lo viveva. Una fiaba per tutti… Nessuna pretesa letteraria, solo un grande amore per le festività Natalizie che mi portano persino ( non sempre per fortuna ) , a commettere queste nefandezze.

Ahaha ok. Hai già pubblicato tre album, di cui l’ultimo per la Pachamama, di Roberto Arzuffi. Il nome di questa casa di produzione mi riporta a certe letture molto interessanti del passato; la terra madre governa le leggi della natura, e forse anche quelle della nostra amata musica, dei fluidi emotivi che ci portano a prendere un foglio e una penna, seduti al pianoforte nel mezzo della notte, un po’ chiara, un po’ scura. La tua ultima fatica discografica si chiama Chiaroscuro. Parola all’autore…

Forse l’immagine che hai dato è quella più azzeccata ! solitamente compongo nella penombra. Mi fanno compagnia solo i tasti bianchi e neri del mio pianoforte tedesco Hoffmann, ed un foglio di carta spesse volte strappato per le troppe correzioni. Forse si ha bisogno di ascoltare maggiormente la nostra Madre Terra per sapere di Lei e di quello che lei ci insegna. Penso che Roberto Arzuffi ( produttore ed amico ), non poteva trovare un nome più giusto.

Cosa hai previsto per il tuo futuro immediato Corrado? Hai dei sogni nel cassetto? Forse è un po’ surreale come discorso…e quindi domanda non fu più adatta all’autore.

 Molto banalmente, il solo ed unico sogno nel cassetto, è potermi guadagnare da vivere suonando e cantando… per il resto, salute e amore.

Assolutamente condivisibile. Sono felice di averti intervistato e ti auguro il meglio per la tua vita. Come d’abitudine per le mie interviste, desidero chiederti la cortesia di salutarci con un messaggio rivolto al tuo e al nostro pubblico, alle persone che amano la musica e la vita, le emozioni tra musica e parole.

Saluto calorosamente coloro i quali hanno avuto la pazienza di ascoltare le mie vicissitudini,  sperando di poterli conoscere tutti. Rinnovo invece il mio più sentito amore, verso coloro i quali decisero in passato, e decidono anche ora, di impiegare il loro tempo in mia compagnia. Il tempo penso sia il bene più prezioso. Io stesso ho scelto di mettermi part-time rinunciando a parte della mia paga proprio per avere tempo. Grazie amici vecchi e nuovi e grazie a te per questa bella intervista e per il tuo prezioso tempo.

E’ stato un piacere per me, grazie per essermi venuto a trovare, il mio salotto oggi si è arricchito di immagini ed emozioni.

M. Marsiglia

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