Commenti disabilitati su Intervista a Marco Barusso il musicista e produttore italiano che riporta in scena i Pooh

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Marco Barusso classe 73′ è un produttore discografico, arrangiatore, chitarrista e sound engineer italiano.

È conosciuto principalmente per aver lavorato con Modà, Nek, Lacuna Coil, 883, Thirty Seconds to Mars, Coldplay, Edoardo Bennato, Emma Marrone, Eros Ramazzotti, Tazenda, Laura Pausini, Jarabe De Palo, pooh e proprio per i Pooh, che ultimamente hanno dichiarato ufficialmente un loro ritorno alla grande nel panorama musicale italiano che li ha visti dal ’66 insieme, che Marco Berusso ha recentissimamente terminato e prodotto il brano “Pensiero” che segnerà il ritorno del gruppo storico per eccellenza! Barusso ha prodotto anche lavori di artisti come , Enrico Ruggeri, Edoardo Bennato, Roby Facchinetti, Apres la classe, Danny Peyronel, Finley, Bianca Atzei, Gli Atroci, Heavy Metal Kids, Cayne, Niccolò Agliardi. Come musicista turnista, principalmente chitarrista, e bassista, ha suonato in moltissime produzioni discografiche ed anche dal vivo con diversi artisti come Paola Turci, Alexia, Danny Peyronel, Niccolò Agliardi
È stato dal 2002 al 2010 chitarrista e produttore della storica band inglese Heavy Metal Kids.
Dal 2006 al 2014 chitarrista e produttore della band gothic rock Cayne rifondata insieme a Claudio Leo.


INTERVISTA A MARCO BARUSSO

Tu praticamente conosci la Musica in ogni sua forma e in ogni sua espressione, e la vivi a 360°…Si può dire che la conosci nell’intimità, nell’anima. Sei produttore, chitarrista, arrangiatore, fonico, tanto per citare solo qualcuna delle tue numerose attività, in ambito musicale. Di tutta la tua poliedrica attività, quale ruolo ti piace maggiormente? In quale ti senti più a tuo agio?

Beh, quello in cui mi sento più a mio agio è quello che mi vede su un palco con una chitarra in mano, anche se quello che mi dà più soddisfazioni è quello di produttore ed arrangiatore, lo trovo molto creativo e stimolante, mentre la mia esperienza come fonico non l’ho mai vista come una finalità, ma come un mezzo per capire meglio come funziona la musica dal punto di vista tecnico e sonoro, un po’ l’evoluzione del ragazzino che smontava le macchinine per vedere com’erano fatte.

Sono ancora di moda i cantautori?

I “cantautori” come erano definiti negli anni ’70 credo che abbiano definito un genere, molto ricco di parole e contenuti anche se spesso piuttosto scarno a livello musicale, che in misura minore è diffuso ancora oggi, però il termine “cantautore” per me definisce chi scrive e interpreta i propri brani, quindi ha una connotazione ben più ampia ed è la figura di cui credo ci sia più bisogno e con cui preferisco collaborare, proprio perché quasi sempre ha un proprio stile ed ha qualcosa da dire, mentre con gli interpreti non è sempre facile trovare brani che li rispecchino veramente.

Cosa consigli ai giovani talenti che si affacciano al panorama musicale? Come siamo messi in Italia?

Gli consiglio di non perdere tempo e darsi da fare per sviluppare qualcosa di proprio, scrivere brani, studiare, migliorare come musicisti e non sentirsi mai arrivati, in Italia anche se in misura molto minore rispetto ad un po’ di anni fa le occasioni ci sono, ma la concorrenza è molto agguerrita, al giorno d’oggi tutto si sviluppa molto in fretta e va avanti davvero solo chi è preparato su ogni fronte, non basta solo il talento, ma ci vuole costanza, dedizione e serietà, non basta scrivere belle musiche se non si è in grado di dargli dei testi all’altezza, non basta saper cantare bene se i propri brani sono brutte copie dei successi di qualcun altro, ci sono molte variabili da considerare, ogni tanto sento dei principianti dire che vanno avanti solo i raccomandati e fesserie simili, è ovvio che se si fa qualcosa di bello bisogna darsi da fare, uscire dalla cameretta e proporlo nelle sedi giuste, ma che io sappia nella discografia nessuno è inarrivabile, e so benissimo che le etichette sono sempre alla ricerca di nuovi buoni artisti, altroché, ma dato che le risorse sono ormai limitate nessuno può permettersi più di fare un buco nell’acqua, il problema è che c’è tantissima offerta ma il livello medio è molto basso, se la proposta è convincente, credibile, ben strutturata e con buoni margini di miglioramento e lavorabilità difficile che non interessi a nessuno.

Un artista completo come te, porta indubbiamente un grosso peso e una grossa responsabilità per la buona riuscita di una performance e della vita artistica di un musicista o di un cantante…Ce ne parli?…In base a cosa decidi una collaborazione?

Quello del produttore è decisamente un ruolo più delicato rispetto a quello del musicista, perché consiste nel cercare di fare le giuste scelte per valorizzare l’artista che si sta producendo, trovare il giusto suono ed arrangiamento per un brano può condizionare pesantemente la riuscita di un progetto, ed una cosa molto importante è soprattutto ricordarsi che non si sta facendo il proprio disco, ma è l’artista a metterci la faccia, quindi bisogna trovare il modo di tirare fuori il meglio da lui ed essere sicuri di ciò che si sta facendo, anche a costo di non essere per forza compiacenti con gli artisti, proprio per il fatto che a molti di loro manca una visione d’insieme, infatti solo pochi di loro sono davvero dei buoni produttori di se stessi, in molti casi ad esempio possono avere la tendenza ad affezionarsi troppo ai loro provini, dimenticando il fatto che malgrado loro li abbiano riascoltati mille volte gli altri non lo hanno fatto, è proprio grazie ad un orecchio esterno che si possono metterne in luce i difetti o aggiungere migliorie dove loro loro non lo ritenevano possibile.
Un produttore compiacente e ubbidiente probabilmente si farà strada velocemente e sarà benvoluto all’inizio, ma è la peggiore sfortuna che possa capitare ad un artista che voglia mantenere la sua produzione ad un buon livello, ovviamente non sto dicendo che si debba essere dei testoni scostanti e maleducati, chiaramente bisogna saper ascoltare le necessità degli artisti e saper trovare il miglior modo di realizzarle, ma bisogna anche sapersi esporre nel momento in cui le si trovino sinceramente inefficaci o addirittura dannose per il progetto.

Quali sono i progetti per il futuro? Stai lavorando a qualcosa?

Si, sto lavorando a tantissime cose, diciamo che grossomodo so già cosa farò da qui ai prossimi 5/6 mesi, ho appena finito di lavorare al nuovo album dei Modà, la settimana prossima ripartirò in studio con Ron, più avanti lavorerò al nuovo album dei Lacuna Coil, dovrei collaborare ancora con i Pooh, mixare il disco dei Morphium, una band di Madrid, terminare l’ep di una giovane band che sto producendo, i Cantiere 164, poi ci sarà Sanremo dove da dieci anni mi occupo del mix per la messa in onda di diversi artisti, l’anno scorso ad esempio ero con Nek, Annalisa, i Dear Jack, Bianca Atzei ed altri, e poi voglio assolutamente trovare il tempo per portare a termine il mio progetto “solista” che si sviluppa dalla mia esperienza con la mia ex band Cayne, con cui non collaboro più da circa un anno, il palco mi manca e c’è anche la possibilità che la prossima estate valuti la possibilità di tornare a suonare la chitarra dal vivo, magari seguendo la produzione di un tour, ma questo si vedrà a tempo debito, nel frattempo devo darmi da fare.

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